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Morfologia e Geomorfologia

A sud degli ultimi rilievi prealpini giunti allo sbocco della valle Seriana le rocce in posto sono sostituite dai depositi alluvionali.

Questi si sono originati come conseguenza dell’alterazione e dell’azione degli agenti esogeni che hanno trasportato e poi modellato materiali derivanti dalle diverse rocce presenti nelle valli bergamasche.

Questi materiali depositati e poi erosi hanno dato origine alla morfologia tipica della pianura bergamasca con la presenza di terrazze morfologiche che segnano le discontinuità dovute alle differenti tipologie di deposizione succedutasi nei diversi periodi in relazione anche alla variazione del livello del mare che varia la quota di base dell’erosione.

Nel Pliocene (da 5 a 2 milioni di anni fa) l’attuale pianura non esisteva e la condizione era quella di un mare poco profondo, condizione ideale nella quale i materiali provenienti dai fiumi e quelli di origine organica potevano depositarsi a più riprese.

L’azione di deposito si è verificata principalmente in due periodi del Quaternario: il Pleistocene e l’Olocene tra circa 1.800.000 anni fa e oggi.

Il fenomeno più rilevante di questi periodi è senza dubbio l’alternarsi di periodi freddi e caldi: le glaciazioni.

Sebbene i periodi glaciali siano stati diversi si da risalto principalmente a quattro glaciazioni che hanno caratterizzato il nostro territorio: “Gunz”, “Mindel”, “Riss” e “Wurm”.

La loro azione si è estrinsecata soprattutto tramite l’ingente quantità di materiale eroso dai solchi vallivi formati dai ghiacciai o originato dalla successione gelo – disgelo e trasportato dal ghiacciaio fino ad accumulare materiali al fronte e formare le morene laterali.

Su questo materiale si è poi estrinsecata l’azione dei fiumi che hanno originato così depositi fluvio – glaciali.

In particolare, nel piano vallivo si sono originati diversi ordini di terrazzi fluviali in relazione alle successive fasi di deposito e di erosione, mentre allo sbocco della valle Seriana dove la velocità della corrente subisce un drastico rallentamento in relazione alla diversa pendenza si è originato un vasto conoide di deiezione. Si tratta in pratica di una forma a “ventaglio” dovuta al deposito nelle successive piene del materiale trasportato dal fiume.

I materiali rinvenibili da nord a sud risultano di diversa origine e dimensione con successione da granulometria grossolana a fine.

Ciò origina le due zone dell’alta e della bassa pianura.

Nell’alta pianura il materiale grossolano fortemente drenante causa la penetrazione dell’acqua in falda e l’assenza di una rete

idrica superficiale. La situazione cambia poco più a sud dove la presenza di depositi di sabbia e limo forma strati impermeabili in grado di originare fontanili e di sostenere una fitta rete idrica superficiale: la linea dei fontanili segna così il passaggio tra alta e bassa pianura.

Per quanto riguarda l’origine del materiale si passa da rocce intrusive (graniti, granodioriti, dioriti) originarie della Valtellina e dell’Adamello a rocce effusive (porfidi quarziferi) a rocce metamorfiche (gneiss, quarziti, filladi, micascisti) a rocce sedimentarie arenacee o carbonatiche tipiche dei rilievi prealpini.

Un’importante tipologia di deposito fluvioglaciale è il “Ceppo” un conglomerato costituito da ghiaie e ciottoli fortemente cementati tra loro che grazie alla sua compattezza e capacità di resistere all’erosione ha dato origine a vere e proprie forre.