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Le Riserve

RISERVA NATURALE E ZSC (ZONA SPECIALE DI CONSERVAZIONE) DELLA PALATA MENASCIUTTO

Si tratta di una delle zone naturalisticamente più importanti presenti all’interno del territorio del Parco che è stato infatti inserito all’interno della rete Natura 2000 a livello europeo. L’area racchiude al suo interno fasce boscate, incolti, e zone umide; ambienti che costituiscono l’habitat di diverse specie di mammiferi, uccelli, rettili e anfibi con la rara e endemica rana di lataste (Rana latastei). L’area della riserva è di soli 56 ettari ma essa costruisce comunque un nodo di naturalità nel contesto più banalizzato della pianura circostante. Il Parco ha recentemente realizzato all’interno della Z.S.C. all’inizio degli anni 2000 un progetto Life – Natura cofinanziato con lo scopo di migliorare lo stato di conservazione degli habitat e delle specie presenti.

Per favorire una fruizione controllata e consapevole dei luoghi sono stati deliberati due regolamenti per l’utilizzo dei due laghetti presenti nella Palata, sulla sponda del Comune di Ricengo : scarica la delibera [1], scarica i due regolamenti; [2]

E’ possibile scaricare anche il burl nel quale sono stati pubblicati i due regolamenti dalle pagine 336 alle pagine 338 [3]

Negli ultimi anni la fondazione lombardia per l’ambiente ha svolto attività di monitoraggio, di seguito le relazioni prodotte

Relazione_invertebrati_Palata Menasciutto_Malpaga Basella_2016_2017 [4]

Relazione_odonati_Palata Menasciutto__2016 [5]

Relazione_avifauna_Palata Menasciutto_2016 [6]

Relazione_erpetofauna_Palata Menasciutto_Malpaga Basella_2016 [7]

RISERVA NATURALE  DI INTERESSE BOTANICO E MORFO PAESISTICO DI MALPAGA BASELLA

Si tratta di una riserva parziale botanica e morfo –paesistica la cui peculiarità consiste nella presenza di una ricca flora che mostra elementi diversificati con specie tipiche delle steppe aride est – europee e asiatiche, specie orofile portate a valle dalla corrente del fiume e specie mediterranee tipiche di ambienti caldi. La vegetazione di questi prati è definita comunque dalla graminacea forasacco eretto (Bromus erectus) che costituisce la specie guida dell’associazione Festuca – Brometea che definisce questo ambiente. La zona si trova a cavallo del fiume ed è compresa tra la frazione della Basella di Urgnano e e il castello di Malpaga. Spettacolari le fioriture primaverili che con le diverse specie del genere Sedum colorano di giallo i vasti prati della riserva.

Clicca qui per scaricare la relazione riferita agli aspetti vegetazionali [8],

Recentemente la Dott.ssa  Elena Eustacchio ha prodotto la propria tesi di laurea “VEGETAZIONE DEI PRATI ARIDI LUNGO IL FIUME SERIO (BASELLA, BG)E L’INGRESSO DELL’AILANTO” nell’ambito dell’Università degli Studi di Milano , Dipartimento di Bioscienze

La tesi è consultabile qui di seguito: 

PRATI ARIDI E AILANTO_Elena Eustacchio per Uni Mi dip bioscienze [9]

Nel corso dell’anno accademico 2018- 2019 il Dott. Paolo Gaini ha prodotto la propria tesi di laurea dal titolo “ETEROTTERI SU PRATI MAGRI NATURALI E SU COLTURE DI MISCANTHUS X GIGANTEUS” nell’ambito dell’Università degli Studi di Milano

La tesi è consultabile qui di seguito

Tesi di laurea Eterotteri Paolo Gaini [10]

Nel corso del 2005 Legambiente per conto del Parco aveva eseguito i primi studi naturalistici relativi all’area;

Clicca qui per scaricare lo studio complessivo relativo alla riserva [11] e i relativi allegati: A (Geomorfologia [12]), B (Pedologia) [13], C (Vegetazione) [14], D (Fitosociologia [15]); E (Foreste) [16], F (Zone di Campionamento invertebrati) [17]; G (posizioni reti inanellamento), [18] H (progetto Alpi) [19], I (Proposta estensione nord) [20], L (Proposta estensione sud) [21]

All’interno della zona di Riserva è attivo un centro di inanellamento a scopo scientifico gestito dall’Associazione Capannelle Onlus che attua ogni anno un progetto di monitoraggio dell’avifauna.

I risultati di questo monitoraggio sono disponibili sul sito del Museo di Scienze Naturali di Trento (Muse)  [22]

ITER DELL’ISTITUZIONE DELLA ISTITUZIONE DELLA RISERVA NATURALE

E’ stata convocata la conferenza programmatica per la sua istituzione il giorno 11/05/2016 alle ore 18.00

La giunta Regionale della Lombardia ha approvato l’istituzione della nuova Riserva Naturale di Malpaga – Basella permettendo così la prosecuzione dell’iter per l’istituzione di una nuova riserva naturale denominata Malpaga – Basella all’interno del territorio del Parco Regionale del Serio.

Ora una volta pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione la deliberazione è stata resa disponibile per 60 giorni sugli albi on line dei siti internet istituzionali del Parco e dei quattro comuni (Zanica, Cavernago, Urgnano e Ghisalba)  nei quali è compreso il perimetro della nuova Riserva. Durante questo periodo qualsiasi cittadino ha potuto inviare direttamente alla Regione Lombardia le proprie osservazioni e di seguito la Giunta Regione ha proceduto in data 17/7/2017 all’ approvazione finale.

L’ultimo passaggio amministrativo è  stato quello del Consiglio Regionale per l’istituzione vera e propria della nuova Riserva Naturale.

E’ stata quindi approvata ufficialmente la Riserva in data 24/10/2017 con D.C.R. (Delibera di Consiglio Regionale) n. X/1643. Scarica qui il testo della delibera Regionale di approvazione [23]

Le riserve sono zone specificamente destinate alla conservazione della natura in tutte le manifestazioni che concorrono al mantenimento dei relativi ecosistemi;

Ma a cosa serve una Riserva Naturale ?

Lo scopo primario di tali aree è la tutela della biodiversità presente al loro interno cioè l’insieme delle specie che occupano i diversi habitat presenti all’interno del territorio di una riserva. Esse rappresentano quindi i nodi primari all’interno delle reti ecologiche, cioè quelle zone dove sono presenti habitat ideali per la vita di numerose specie che in queste aree possono riprodursi per poi spostarsi e diffondersi nei territori limitrofi. Il confine proposto comprende il tratto di fiume Serio compreso tra la Cava delle Capanelle e l’ingresso dello Zerra più a nord e che prosegue più a sud con l’area di Basella e quella posta a ovest del Castello di Malpaga lungo le sponde del fiume.

Il Parco ha proposto a Regione Lombardia l’istituzione di una Riserva Naturale parziale di interesse botanico e morfo – paesistico, a fronte dei due aspetti di maggior interesse propri dell’area cioè i terrazzi fluviali e le praterie magre di pianura. Già individuati anche i divieti e i limiti alle attività antropiche che permettono una reale tutela di questo bene ambientale. Gli obiettivi di queste norme sono quelli di evitare nuovo consumo di suolo con nuove costruzioni di edifici e infrastrutture, la realizzazione di cave e azioni che modifichino la morfologia dei suoli, bonifichino le aree umide esistenti o cambino il regime esistente delle acque. Vi sono poi una serie di norme volte a evitare di realizzare attività antropiche di tipo turistico intensivo, tutelare la flora evitando la raccolta della flora spontanea e la fauna tramite il divieto di caccia. E’ evidenziata poi la necessità di evitare l’introduzione di nuove specie alloctone in grado di alterare l’equilibrio biologico delle specie animali e vegetali già presenti. I cani, percepiti come predatori da molti animali selvatici, dovranno essere introdotti solo al guinzaglio. L’area sarà percorribile e visitabile dall’uomo ma solo seguendo i percorsi esistenti. Attenzione anche a evitare il disturbo all’avifauna evitando il sorvolo dell’area a fini turistici.

Particolare attenzione anche agli incendi vietando la possibilità di accendere fuochi all’aperto. Le attività agricole e forestali dovranno essere mirate a una gestione sostenibile delle risorse nel tempo evitando cambi di destinazioni d’uso del suolo.

Il Presidente del Parco Dimitri Donati ha così commentato nel 2017 l’istituzione della Riserva:

“Questo è il risultato di quattro anni di lavoro della nostra amministrazione che ha voluto fortemente raggiungere questo obiettivo perché Istituire questa nuova Riserva Naturale significa in primis riconoscere il suo valore naturalistico,  con oltre 257 specie di flora censite. Un raro e affascinante paesaggio fatto di praterie aperte, boschetti e piccole zone umide che affiancano un ampio alveo fluviale con aree golenali in grado di accogliere le acque nei casi di piena svolgendo quindi anche un ruolo di salvaguardia del rischio in caso di eventi alluvionali”              

IL PIANO DI GESTIONE 

A seguito della nascita della Riserva, il Parco del Serio, in qualità di ente gestore, ha provveduto per prima cosa alla tabellazione dell’area e ha iniziato a predisporre il suo piano di gestione. Il processo di redazione del piano ha previsto il coinvolgimento dei diversi portatori di interesse, dagli enti territoriali, alle associazioni ai singoli cittadini, che hanno fornito pareri e osservazioni di cui il Parco ha tenuto conto per migliorare la proposta iniziale .

Nel piano, partendo dai dati e dagli studi scientifici a disposizione, si sono stabiliti gli obiettivi relativi agli aspetti naturalistici, paesaggistici, socio economici e relativi alla fruizione pubblica.

Concretamente sono state stabilite le azioni gestionali utili a mantenere gli habitat e le specie presenti minacciati da diversi fattori come la diffusione di specie alloctone invasive.

Dal punto di vista della fruizione, la Riserva è in stretto rapporto con importanti luoghi di interesse storico paesistico, come la frazione Basella di Urgnano e il borgo di Malpaga con il suo castello, che costituiscono ideali luoghi di partenza per effettuare escursioni a piedi, a cavallo o in bicicletta.

Il Presidente del Parco Basilio Monaci, ha così commentato:

“L’approvazione del piano di gestione da parte della Giunta Regionale, avvenuta con deliberazione n. XI/3000 del 30 marzo 2020, conclude un primo fondamentale percorso di natura normativa. Ora è il momento di trovare finanziamenti e mezzi utili a realizzare le attività descritte nel piano. Non intervenire significherebbe perdere un patrimonio naturale unico la cui conservazione è una nostra precisa responsabilità.

Sarà fondamentale anche il comportamento dei visitatori che dovranno rispettare norme comportamentali molto semplici ma altrettanto importanti, come ad esempio la necessità di mantenere al guinzaglio il proprio cane, percepito come predatore dagli animali selvatici o evitare la raccolta della flora spontanea”.

Scarica qui la deliberazione n. XI/3000 del 30 marzo 2020 che approva il piano di gestione  [24]

File All. 1 – Piano della riserva [25]

File All. 2 – Elenco Piante Rare [26]

File All. 3 – Elenco specie autoctone [27]

File All. 4 – Tavola dei vincoli n. 1 [28]

File All. 5 Tavola percorsi e interventi n. 2 [29]

A queste tavole si aggiungono delle tavole di corollario

Idrologia e geomorfologia n. 3 [30]

Pedologia n. 4 [31]

Uso del suolo n. 5 [32]

Rilevamenti faunistici Odonati n. 6 [33]

Rilevamenti faunistici erpetofauna n. 7 [34]

Rilevamenti faunistici Avifauna n. 8 [35]

Tavola ambienti n. 9 [36]

I MONITORAGGI AMBIENTALI DELLE DUE RISERVE 

I monitoraggi ambientali prevedono nelle due Riserve censimenti nel tempo riferiti alla flora e alla fauna presenti. Tali dati sono utili a indirizzare le scelte dell’ente volte ad una gestione attiva di tali aree.

Negli ultimi anni sono stati realizzati monitoraggi specifici di tipo naturalistico a cura della Fondazione Lombardia per L’ambiente  relativamente a entrambe le riserve.

La Riserva della Palata Menasciutto è inclusa in una zona speciale di conservazione della Rete Europea Natura 2000 e qui gli studi rispondono all’obbligo di monitoraggio dello stato di conservazione di habitat e specie richiesto dalle normative europee

Nella Riserva di Malpaga Basella gli studi sono stati funzionali alla volontà del Parco prima di ottenere l’istituzione di una nuova Riserva Naturale Orientata e poi di redigere lo specifico piano di gestione.

Di seguito i risultati dell’ anno 2015:

Relazione sintesi Palata Menasciutto_Malpaga Basella_FLA [37]

Nel corso del 2019 al fine di completare la documentazione necessaria alla predisposizione del Piano di Gestione della Riserva il Gruppo Flora Alpina Bergamasca ha predisposto la carta degli ambienti della Riserva

na [38]